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La cucina francese: ancora in ?

L’orgogliosa tradizione enogastronomica della Francia è stata schiacciata da strati di lasagne riscaldate, come vuole la legge della velocità con cui siamo abituati a convivere oggi. E la “novelle cuisine” si sta adattando.

Secondo un’analisi compiuta da Synhorcat, sindacato nazionale dei ristoranti, bar e proprietari d’albergo, un terzo dei 100.000 ristoranti francesi utilizzano “prodotti industriali”. Questi, dice il report, non sono ristoranti “veri”. E questo ben prima di considerare i circa 50.000 fast food presenti oltr’Alpe, dai McDonald fino ai locali kebabbari.

Questo dibattito è parte di una paura di lunga data che, mentre il “pasto gastronomico” francese gode del riconoscimento dell’Unesco come “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”, il paese si sta lasciando andare. Una serie sterminata di pasti confezionati e di panini “on-the-go” sta pesando sulla psiche nazionale.

Ci sono, naturalmente, molti ottimi posti per mangiare in Francia, da Parigi fino alle città più piccola, ma diventa sempre più facile trovare prodotti da fast food anche nelle cucine di alcune delle più popolari brasserie. Il problema, secondo i gestori di questi locali, è che “la gente vuole cibo a buon mercato e dunque questa “scappatoie” permettono di risparmiare tempo e denaro”.

Certo, c’è anche chi resiste e punta a una clientela più raffinata, come la brasserie La Fontaine Saint-Michel, nota per i suoi dolci preparati in casa.

Synhorcat non è l’unico a esprimere preoccupazioni. Pochi anni fa il Collège Culinaire de France ha lanciato una nuova etichetta chiamata “Restaurant de Qualité”. Un sigillo rivolto ai ristoranti artigianali, quelli dove si può ancora gustare la cucina francese nel vero senso del termine. Si tratta di un sigillo che si può guadagnare solo se si soddisfano determinati standard sulle origini dei prodotti, sulla freschezza e sulla soddisfazione del cliente.

Alcuni critici hanno affermato che il vero problema in Francia non è il crollo dell’alta cucina, che dunque sarebbe ancora “in”, ma la “comparsa del pranzo a 15 € “, un segno che gli standard minimi sono in discesa. La notizia migliore è che una ricerca suggerisce come molti ristoranti che attualmente utilizzano “prodotti industriali” già preparati, sarebbero felici di passare ad usare dei prodotti freschi se questo dovesse significare aver accesso ad una “denominazione” di qualità.